“Qual è il tuo dharma (la tua religione)?” vi viene chiesto solitamente pochi minuti dopo avere intrapreso una prima conversazione con un indiano curioso –la prima domanda è per sapere il nome, la seconda il paese di provenienza e la terza, solitamente, se sei sposata e/o quanti figli hai.
Esistono anche gli atei, sia nel presente che nel passato, ma sono una ristrettissima minoranza. E sarà spesso molto difficile riuscire a spiegare cosa significa “sono ateo”, se questa è la vostra risposta!
Induismo: 80% della popolazione.
Milioni di dei, abluzioni sacre, caste, asceti rinuncianti, yoga, Veda, Upanishad, animali sacri …l’universo di idee che vengono alla mente quando si accenna all’induismo rende chiaro quanto sia difficile definirlo. Non è una religione con un’ortodossia stabilita, ma un insieme di culti, fedi e riti che condividono tradizioni spirituali, approcci alla vita e riconoscono l’importanza di alcuni testi sacri.
La lunga storia del dharma hindu –il termine induismo è stato creato dai primi orientalisti che hanno cercato di comprendere la spiritualità dell’India-inizia nella preistoria e continua fino ai giorni nostri –evolvendo nel tempo.
L’hindu crede nell’esistenza di un unico Principio (Brahman), che si manifesta in infinite forme- tra cui anche le divinità che si pregano. Gli dei più venerati sono Shiva, Vishnu e la dea (Shakti).
Buddhismo: 0,8% della popolazione
Il buddhimo nacque nel nord dell’India nel VI a.C e si diffuse in tutto il paese e all’estero. Buddha sviluppò un sistema filosofico partendo dalle idee hindu già consolidate ai suoi tempi. Oggi il buddhismo non è tra le religioni principali dell’India ma lo è stato fino al VIII d.C, scomparendo lentamente a partire dal XII.
Vi fu un momento di rinascimento del buddhismo durante il XX, quando il leader dei dalit (caste basse e fuori casta) promosse la conversione alla religione come protesta contro il sistema castale hindu; altri buddhisti arrivarono con l’asilo politico che l’India garantì ai profughi tibetani.
Ora la maggior parte dei buddhisti vivono nel Maharashtra, Sikkim, Arunachal Pradesh e Mizoram.
Gianismo: 0,4% della popolazione
Il giainismo (in inglese jainsism) è la terza religione nata in India. Nel VI a.C Mahavira, contemporaneo di Buddha, diffuse il nuovo credo che professa l’astensione dalla violenza verso tutte le creature e la strada dell’estrema rinuncia per i monaci. Come il buddhismo, anche il gianismo ebbe molto seguito nell’India antica per poi declinare.
I devoti jaina, non potendo occuparsi di agricoltura -che implica l’uccisione d’insetti e vermi- si specializzarono negli affari e nel commercio, attività per cui sono famosi ancora oggi i pochi gianisti in India, presenti bsoprattutto in Gujarat, Rajasthan e Maharasthra. I templi jainisti hanno dato un grosso contributo all’arte e alla scultura indiana. I centri più famosi sono Monte Abu e Ranakpur in Rajasthan, Palitana in Gujarat e Sravanabelagola in Karnataka.
Religione Sikh: 1,9% della popolazione
Il sikhismo è una religione indiana relativamente giovane, nata nel XV d.C. Fu fondata in Punjab da Guru Nanak e professa l’esistenza di un unico principio divino e l’uguaglianza di tutti gli uomini. Ci sono stati 10 guru umani, mentre l’attuale è un testo sacro, il Guru Granth, custodito all’interno del tempio d’oro di Amritsar.
I sikh sono facilmente riconoscibili dal turbante ordinato che indossano e dalla lunga barba, due dei 5 segni distintivi di un sikh stabiliti dal sesto guru nel 1699: simboli del valore e eticità del buon sikh furono anche un modo per distinguersi immediatamente, in anni di persecuzioni e soprusi da parte del potere moghul di religione musulmana.
Roccaforte dei sikh è il Punjab (75% della popolazione), un discreto numero vive a Chandigarh, in Haryana e Delhi.
Ebraismo: 4000 persone (…centomila gli ebrei indiani in Israele)
L’ebraismo fu una delle più antiche religioni di origine non indiana ad arrivare nel paese. Oggi sono poche migliaia, una minoranza assottigliata dal grande esodo di indiani verso Israele.
Diverse comunità ebraiche approdarono in tempi diversi. C’è chi sostiene che in India esistano i discendenti di una delle 10 tribù perdute, accolti dagli indiani in seguito alla distruzione del tempio. Storicamente i primi ad arrivare per commerciare furono gli ebrei di Cochin oltre due mila anni fa; i Bene sbarcarono in Maharashtra si dice salvandosi dal naufragio di una nave mercantile e nei secoli successivi approdarono ebrei in fuga dalla persecuzioni in Spagna, paesi Arabi, Iran (detti Baghdadi).
Mumbai e il Kerala sono gli stati con maggior presenza ebraica..
Cristianesimo: 2,3% della popolazione
I primi cristiani sotto la guida, si dice, dall’apostolo Tommaso arrivarono in India nel 52 d.C e fecero i primi proseliti in Kerala –qualcuno sostiene convertendo gli ebrei presenti. La seconda ondata di conversioni si ebbe molti secoli dopo nel XVI, quando stabilirono le proprie colonie le potenze europee e iniziarono a operare i missionari, primi tra tutti portoghesi.
Oggi i cristiani sono una minoranza divisa in tanti culti: cattolici (con 4 tipi di rito), protestanti, anglicani, ortodossi siriani, evangelici e seguaci della chiesa dell’India. Il cristianesimo è la religione principale in tre stati del nord est (Nagaland, Mizoram e Meghalaya), altri stati con un’elevata percentuale di cristiani sono Goa, le isole Andamane e Nicobare, il Kerala e l’Arunachal Pradesh.
Islam: 13,4% della popolazione
L’islam in India si diffuse con le buone e con le cattive. I primi musulmani sbarcarono in India nel VII per commerciare e intessero relazioni amichevoli con la popolazione locale, convertendo alcuni alla propria fede. Altri furono invece costretti con la spada alla conversione, in seguito alle invasioni armate nel nord dell’India nel XII. I successivi governanti islamici furono più o meno aperti e tolleranti, con ondate di rapporti tesi e rilassati e un crescente numero di indiani musulmani.
L’islam è la religione non autoctona che ha maggiormente influenzato la storia, la cultura e la società dell’India. Le isole Laccadice e il Jammu Kashmir sono di due stati indiani a prevalenza musulmana. Numerosa la minoranza islamica in Assam, West Bengal, Kerala, Uttar Pradesh e Bihar.
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